L'opera delle streghe


Dopo il successo de Il medico di Istanbul, Francesca Thellung di Courtelary scrive un altro grande romanzo sul potere, la paura e la libertà. Un affresco potente di passione e coraggio, in cui la vera stregoneria è la luce che resiste alle fiamme dell’oscurantismo.
«La più grande delle eresie è non credere all’opera delle streghe.»
= Malleus Maleficarum, 1487 =
Parigi, 1536. Mentre i roghi infiammano le piazze e l’Inquisizione dilaga, due giovani orfani, Michel e Jeanne, crescono in un istituto dove l’abuso di potere e dei corpi viene mascherato da obbedienza.
Forti del legame indissolubile che li unisce, fuggono dalla città per inseguire libertà e conoscenza. Lui diventa medico e allievo di Andrea Vesalio, il genio che osa sfidare i dogmi sezionando i corpi alla ricerca della verità.
Lei, disegnatrice segreta, trova la luce del progresso nella forza misteriosa dell’arte. A Venezia, intanto, l’ombra dell’Inquisizione si fa sempre più minacciosa.
Padre Bartolomeo Spina, ossessionato dal male e da una strega che lo ha maledetto, scatena contro i due giovani una caccia senza tregua per raggiungere Vesalio.
Tra intrighi, colpi di scena e tradimenti, la fuga di Michel e Jeanne diventa un viaggio vertiginoso attraverso il cuore feroce dell’Europa, dove ogni scoperta può diventare un’accusa di eresia e la ragione è l’unico atto di resistenza possibile.
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